• Libro
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    Edizione cartacea
    ISBN: 9788882271541
    2004, 204 pp.
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Se uno fa dipendere la propria gioia dalle sue condotte,
per ciò stesso la sua è una gioia illusoria. Chi si rallegra perché ha compreso
che Dio è davvero buono,
ne è consolato con una consolazione che non passa,
e ne gioisce di una gioia vera.

Presentare ai lettori una nuova collezione di scritti, la “Terza collezione” appunto, è ancora possibile nella letteratura cristiana siriaca, anche quando l’autore è uno dei più noti esponenti di questa ricca tradizione spirituale, cioè Isacco di Ninive, solitario del vii secolo, nato nel Qatar e vissuto in regioni oggi parte di Iraq e Iran. Trasmessi da un manoscritto unico, fortunosamente rinvenuto a Teheran, questi quattordici discorsi ancora inediti e qui per la prima volta tradotti offrono nuove meditazioni sulla vita spirituale, sulla preghiera e sull’infinita misericordia di Dio per gli uomini. Nel linguaggio appassionato che contraddistingue il nostro autore, chi già ne conosce il pensiero potrà gustarlo in forme nuove eppure sempre fedeli. Per altri, questa lettura sarà l’occasione di incontrare un nuovo compagno di viaggio per la vita.

Semplice monaco, eletto vescovo di Ninive e dimessosi dopo soli cinque mesi per ritornare alla vita anacoretica, Isacco – vissuto in Assiria nel VII secolo – è stato un padre spirituale nel senso più profondo del termine, non solo per i pochi discepoli che ne ascoltarono gli insegnamenti, ma per monaci e cristiani di ogni situazione e di tutte le generazioni, fino ai nostri giorni: uomo provato dalla grazia di Dio, avendo gustato la dolcezza del perdono, è capace di generare alla fede indicando alla creatura che geme il cuore stesso di Dio e predicando con insistenza l'amore della misericordia.

Autore

Isacco di Ninive
Isacco di Ninive (VII secolo) è uno dei massimi autori spirituali di tutti i tempi; è un autentico caso di santo ecumenico, amato e letto ben oltre i confini della sua chiesa di appartenenza, l’antica chiesa siro-orientale. Monaco originario del Qatar, quindi vescovo di Ninive presso l’attuale Mosul, e poi ancora monaco, è autore di alcune collezioni di Discorsi, tre delle quali sono giunte sino a noi.

Isacco di Ninive (o il Siro) nacque nella prima metà del VII secolo nella regione del Qatar, sulle rive del Golfo Persico. Ordinato vescovo tra il 661 e il 681, gli fu affidata la chiesa di Ninive. Ma dopo soli cinque mesi egli abbandonò il servizio episcopale, ritirandosi nel monastero di Rabban Shabur, nell'attuale Iran. Qui trascorse gli ultimi anni di vita e, divenuto cieco per "l'assidua lettura della Scrittura", dettò i suoi insegnamenti spirituali ai discepoli che li misero per iscritto. Alla sua morte, avvenuta verso la fine del VII secolo, Isacco fu sepolto nello stesso monastero di Rabban Shabur. Il suo insegnamento, trasmesso da due collezioni di discorsi, fu riconosciuto fin dal IX secolo come uno dei pilastri della spiritualità cristiana; e, nonostante le lacerazioni ormai ben profonde tra le chiese, questi scritti conobbero una straordinaria diffusione, come testimoniano le antiche traduzioni in greco, arabo, georgiano, etiopico, slavone e latino.